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Eisleriana

Sabato 28 novembre – ore 20.30

Palazzo Malvini Malvezzi – Piazza Duomo, 6

EISLERIANA 

Concerto per Quartetto da Camera e Radio

Sabina Meyer – voce e basso elettrico

Eugenio Colombo – sax alto

Biagio Orlandi – sax tenore

Peppe D’argenzio – sax baritono

Radio – voci e interferenze

INGRESSO LIBERO

 

Le musiche di Hanns Eisler e i testi di Bertolt Brecht: un’indagine aperta Concerto per quartetto da camera e voci radiofoniche.

 

“Tu, piccola radio ti ho portata con me nella fuga, dalla casa alla nave, dalla nave al treno per continuare a sentir la tua voce. Sei l’ultimo suono nella notte e il primo all’alba. Raccontami dei miei nemici, delle loro vittorie e delle nostre sconfitte. Promettimi di non ammutolire mai!“ 

An den kleinen Radioapparat / Alla piccola radio, Hanns Eisler – Bertolt Brecht 

 

Nelle musiche di Hanns Eisler e i testi di Bertold Brecht abbiamo trovato il dolore, la pena e il piacere fugace, la passione e le gratificazioni, la collera amara e l’infinita compassione. Temi e canzoni originariamente intesi da Eisler come strumento di lotta per le masse lavoratrici della prima metà del ‘900, acquistano nuova forma restituendo intatta la concretezza espressiva e l’attualità del contenuto. Oltre ai quattro musicisti in scena c’è un quinto personaggio: la radio. Le canzoni eseguite dal vivo fluttuano attraverso un paesaggio sonoro che sottotraccia fa emergere una narrazione attraverso testi poetici, documenti storici, canzoni universali della resistenza, rumori conturbanti e suoni che proiettano un altrove che si rivela di assoluta attualità.

PROGRAMMA

 

HANNS EISLER e BERTOLT BRECHT 

Lied einer deutschen Mutter  

Das Lied von der Moldau 

Song of the United Front 

 

CLIVE LANGER e ELVIS COSTELLO

Shipbuilding 

 

KURT WEILL e BERTOLT BRECHT 

Barbara Song 

 

HANNS EISLER E BERTOLT BRECHT 

Vier Wiegenlieder für Arbeitsmütter 

An den kleinen Radioapparat

 

ATAHUALPA YUPANQUI

Luna Tucuumana 

Sabina Meyer è un soprano, songwriter e bassista. Ha fatto della trasversalità il suo stile. Si muove tra musica contemporanea colta, musica barocca, musica d’improvvisazione, fino alla sperimentazione più ardita. Ha eseguito in prima assoluta opere a lei dedicate, collaborando assiduamente con musicisti di prim’ordine, tra cui Veryan Weston, Elio Martusciello, John Tilbury, Paul Lovens, Hans Koch, Frank Gratkowski, John Butcher. Ha inciso per etichette prestigiose e si è esibita in innumerevoli festival internazionali. È attiva sul fronte della poesia sonora e compone canzoni e liriche. Pubblica testi tra antropologia e musicologia. Oltre alla sua attività concertistica è docente di ruolo al Conservatorio. 

 

“Sabina Meyer is pure music, her voice comes out like a beam of light; weightless, nuclear and illuminating. Air surrounds everything she sings, whether her brilliant and reinvigorating readings of Scelsi or her own mix of brash/coy and wonderfully informed improvisation. Her music seems to live in a perpetual present.” Alvin Curran

 

Eugenio Colombo è sassofonista, flautista e compositore. Uno dei massimi esponenti del jazz di ricerca in Europa. Ha scritto molta musica per strumento solista e per formazioni più grandi come quartetto di sassofoni, trio d’archi, big band e banda d’ottoni con solisti improvvisatori. È uno dei membri fondatori dell‘Italian Instabile Orchestra. Tra le numerose collaborazioni ricordiamo quelle con Giancarlo Schiaffini, Giovanna Marini, Anthony Braxton, Demetrio Stratos, Misha Mengelberg, Bruno Tommaso, Steve Lacy, Cecil Taylor, Martin Joseph.  

 

“Nato come sorta di proseguimento live del precedente Tempi duri, questo United Front vede la collaborazione tra il sassofonista e flautista Eugenio Colombo (uno dei musicisti piu’ interessanti e poliedrici del nostro paese) con il Diomira Invisibile Ensemble, gruppo di ispirazioni elettriche e vagamente rock, che con la musica e a poetica di Colombo parrebbe avere poco a che fare. Ma il sassofonista romano e’ personalita’ come detto molto sfaccettata; cosi’, dopo essersi cimentato con il free, aver lavorato con l’Italian Instabile Orchestra ed aver prodotto anche lavori di ispirazione classica (Giuditta), eccolo adesso all’opera con un gruppo dalla ritmica modernista, con risultati di tutto rispetto.” Neri Pollastri 

 

Peppe D’Argenzio è sassofonista, compositore, arrangiatore e produttore. Membro fondatore, nel 1980, degli Avion Travel, con cui ha realizzato otto CD di canzoni inedite e diverse produzioni discografiche con ospiti illustri come Arto Lindsay e Beppe Vessicchio. Nel 2000, sempre con gli Avion Travel, vince la cinquantesima edizione del Festival di Sanremo. Per vent’anni ha fatto parte dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Ha partecipato alla realizzazione di musiche per il cinema e il teatro con, tra gli altri, Lina Wertmüller, Toni Servillo, Enzo Moscato, Fabrizio Bentivoglio e Mario Martone. Attualmente è docente in Conservatorio di musica d’insieme pop-rock.

 

 “Nel panorama dei sassofonisti italiani, Peppe D’Argenzio rappresenta una linea diversa rispetto al jazz puro: meno virtuosismo, più narrazione; meno individualismo, più collettività; meno standard, più contaminazione. Il risultato è uno stile che si potrebbe definire: poetico, teatrale e profondamente europeo, pur aperto al mondo.” Puccio Attardi (Segnalisonori) 

 

Biagio Orlandi è sassofonista e arrangiatore. Si diploma in sassofono al Conservatorio di Musica “L. Refice” di Frosinone, sotto la guida del Maestro Eugenio Colombo e in Didattica della Musica. Si laurea successivamente in Etnologia presso la Facoltà di Lettere di Roma “Sapienza” con il prof. Luigi M. Lombardi-Satriani e in Composizione Jazz al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino con il maestro Furio Di Castri. Ha lavorato in differenti ambiti musicali, spaziando dal teatro al jazz, dall’improvvisazione alla composizione, dalla musica cameristica contemporanea a quella orchestrale. 

 

“In un tempo in cui la gran parte delle espressioni artistiche offrono modelli consolatori e rassicuranti attraverso facili disegni e melodie sono da valorizzare coloro che al contrario provano a spingersi oltre i confini di una banale immaginazione. Fra questi rientra senza dubbio il sassofonista materano Biagio Orlandi”. (Serafino Paternoster – La Gazzetta del Mezzogiorno)