Scroll Down.

In this very World

Steven Brown (Tuxedomoon) – voce, piano elettrico, sax, clarinetto, tapes

Luc van Lieshout (Tuxedomoon) – tromba, armonica

Benjamin Glibert (Aquaserge) – chitarra e basso

In This Very World (Crammed Disc/PIAS, 2026) è un album che Steven Brown costruisce ispirandosi alle sue fonti letterarie, cinematografiche e politiche, nonché alla sua vita a Oaxaca in Messico. Registrato tra Bruxelles e il Messico, il lavoro intreccia memoria personale e ricerca sonora, affiancando nuovi materiali a riletture dal vivo del repertorio storico della band Tuxedomoon, in un percorso che continua a muoversi tra passato e presente. Il disco è caratterizzato da canzoni poetiche e pezzi strumentali ed evocativi fra jazz sperimentale e forme neoclassiche. La presenza vocale iconica e inimitabile di Brown si alterna a brani strumentali evocativi, per lo più acustici costruiti attorno agli ottoni e al pianoforte, insieme alle reinterpretazioni del Waltz No. 2 di Shostakovich e Panic in Detroit di David Bowie.

Steven Brown riconferma la sua vocazione di cantautore poetico senza tempo ma, profondamente radicato e attivo nel suo percorso musicale, politico e geografico.

Agendo fuori dal gruppo di origine, Brown ha sempre cercato di bilanciare l’avant pop colto e sofisticato dei Tuxedomoon con pulsioni di diversa natura: il folk di natura popolare, ad esempio, ma anche un songwriting di imprinting più cantautorale. “This Very World” è una raccolta che dà spazio ad ognuna di queste tendenze, è un album riuscito, unitario nel suo eclettismo nonché una panoramica esaustiva dello sfaccettato talento di Brown. (Bizarre, SentireAscoltare, IT)

[…] Sì, perché Brown ha continuato a comporre, registrare, esibirsi, senza sosta, sempre con lo stesso faro con cui ha iniziato: sperimentando, rifuggendo gli stereotipi, la mediocrità che porta al mainstream. (Francesca Cecconi, Rocknation, IT)

Steven Brown, cantante e polistrumentista americano, è lo storico leader dei Tuxedomoon e figura centrale della scena No Wave newyorkese. La band, fondata nel 1977, diventa una delle formazioni più influenti dell’art-rock degli anni Ottanta, segnando un linguaggio sospeso tra sperimentazione, elettronica e narrazione. Oltre ai Tuxedomoon, Steven Brown sviluppa una carriera da solista e realizza nuove produzioni con i gruppi che lui stesso ha formato dopo essersi trasferito in Messico nel 1993: Nine Rain, Ensemble Kafka, Cinema Domingo Orchestra. Compone musica per film, teatro e danza, per artisti come Wim Wenders, Patrice Chéreau, Maurice Béjart e Thierry Smits. Su commissione firma le colonne sonore per alcuni film, tra cui Que Viva Mexico! (1930) film muto incompiuto di Sergej Ėjzenštejn e le prime americane dei film restaurati Algol (Hans Werckmeister, 1920) e Destiny (Fritz Lang, 1921). Nel 2010 Brown è stato nominato per un Ariel (l’equivalente messicano dell’Oscar) per la sua colonna sonora per El Informe Toledo, un film su Francisco Toledo, importante pittore, scultore e attivista. Infine, in un lavoro di collaborazione tra i Tuxedomoon e Cult With No Name, Steven Brown ha contribuito alla colonna sonora di Blue Velvet Revisited (2015), un documentario sulla realizzazione del classico film di David Lynch, Blue Velvet. Nel 2022 esce l’album da solista El Hombre Invisible e nell’aprile 2026 sempre per l’etichetta Crammed Disc/PIAS esce In This Very World.